| Editoriale |
| SI FA, MA NON SI DICE… Correva l’anno 1998 quando il Corriere della Sera raccontava delle file di migliaia di signore ai primi spettacoli dei California Dream Man in Italia: erano i tempi in cui “il bel paese”, resosi conto di aver esportato tanti cervelli oltre Oceano, decideva di riequilibrare la bilancia importando dei culi! Venimmo travolti da questi Apolli greci danzanti e “snaticchianti” che con largo anticipo sul cinema, imposero il “3D”: definiti, depilati e disponibili! Le nostre donne transumavano richiamate da questi verdi pascoli come lemming attratte da pifferi magici (…e che pifferi!) e la nostra reazione più forte e virile fu... quella di ritrovarci tra noi maschietti a struculiarci di birra e a NON parlare di dov’erano quella sera le nostre fidanzate! L’italico stivale si era così addormentato con l’immagine delle proprie donne forti e materne e si risvegliava in balia di un mare di assatanate pronte a cipollare braccia possenti, addominali scolpiti e scivolosissime natiche imperizomate! Ma era sul serio quella la situazione? Veramente secondo voi le nostre donne, realmente molto forti, realmente materne, ma anche così meravigliosamente femminili se n’erano state in casa ad aspettare una seconda liberazione americana? Per quello che ne so io già nei primi anni novanta esistevano (almeno in quel di Bologna), locali dove una sera alla settimana l’ingresso era riservato alle donne e lo spettacolo di spogliarello era nello stile dei migliori night per uomini: numerosi “artisti”, ognuno dei quali vestito a tema, musica e divertimento... Molte mie amiche, allora ventenni, me lo confermano ed io lo so in prima persona perchè una sera qualcuno mi ci portò garantendomi la presenza di tantissime donne eccitate... sì... fino alla fine dello show! Alle 24,00 il locale apriva a tutti ma pensare di attirare la loro attenzione dopo un tale spettacolo fu ingenuo quanto tentare di invogliare un ragazzino a vedere un SuperOtto all’uscita della sala cinema di Avatar! Comunque sia da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e chi aveva un mestiere in mano (alle volte non solo in senso metaforico...), ne ha fatto un business e tutti gli altri? A rincorrere, tant’è che per l’8 Marzo anche il lattaio sotto casa organizza strip-tease, per non parlare di ragazzotti più o meno improbabili che in virtù di un bel fisico pensano basti dimenarsi un po’ per guadagnarsi la pagnotta (e che pagnotta, visti i compensi richiesti). Ma come sono cambiate, se l’hanno fatto, le avventrici dello spogliarello maschile? Ce n’è davvero per tutti i gusti, ma tendenzialmente… si giustificano. Ci sono le ragazze moderne che “se ci vai in gruppo con le amiche ti fai un sacco di risate”…e anche mia moglie se le fa ogni volta che esco dalla vasca da bagno, ma non c’è verso di farle pagare i 50 euri per l’”ingresso”! Ci sono le femministe convinte che “se ci vanno gli uomini perchè le donne no?” ed è forse per questa malinterpretato senso di eguaglianza che i maschietti delle nuove generazioni hanno cominciato anche loro a depilarsi, a mettersi gli orecchini, il rimmel sugli occhi e insomma ditemi dove stà il confine perché comincio a sentirmi confuso… Ci sono poi le ragazze frugali che “preferisco assolutamente uno spogliarello esclusivo del mio fidanzato” che dopo ogni esibizione necessita di una settimana di psico-terapia! Infine le igieniste della situazione che “io non toccherei mai quello che hanno toccato anche tutte le altre!” che probabilmente convivono con un ex frate trappista consegnatogli ai tempi in cassa sigillata e incellofanato in sotto vuoto pneumatico!! L’unica cosa che le accomuna tutte queste donne è la risposta alla domanda: Ma tu ci sei mai stata? - Si una volta, ma per caso... mi ci hanno portata... e tu? - No, no a me lo ha raccontato un’amica! A tutte voi magnifiche compagne della nostra vita Buona Festa della Donna! ...QUA&LA' |
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